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Buste paga 2023

Aumenti in busta paga grazie al taglio al cuneo fiscale: cosa cambia dal luglio 2023

A partire da luglio 2023 e fino al 31 dicembre 2023, un significativo numero di lavoratori, stimato intorno ai 14 milioni secondo il Ministero del Lavoro, riceverà una busta paga con un netto più consistente grazie all’applicazione della nuova misura del taglio al cuneo fiscale e contributivo introdotta dal decreto lavoro 48/23.

Questo taglio prevede una riduzione dell’aliquota contributiva a carico dei lavoratori subordinati con un reddito fino a 35.000 euro lordi annui di 6 punti percentuali, mentre per coloro che guadagnano fino a 25.000 euro lordi annui la riduzione sarà di 7 punti percentuali.

 

Ieri VS Oggi

Il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori con redditi più bassi è stato incrementato con la legge di bilancio 2023 (LEGGE 197 del 29.12.2022). Inizialmente, il Decreto legge 115/2022, conosciuto come “Aiuti bis”, aveva previsto un taglio dei contributi previdenziali pari all’1,2% per i redditi fino a 35.000 euro lordi. Questa misura si è aggiunta al taglio dei contributi già operativo per gli stessi beneficiari a partire da gennaio 2022, pari allo 0,8% (legge 234/2021).

Con l’approvazione della manovra finanziaria 2023 da parte del Governo Meloni, è stato introdotto un ulteriore sconto contributivo pari all’1% per i redditi fino a 25.000 euro annui lordi. Questa misura avrà un costo annuale di circa 5 miliardi di euro.

 

In che misura?

Di seguito, riportiamo gli importi medi di sconto contributivo che si tradurranno in un aumento della retribuzione netta in busta paga:

  • Per i lavoratori con reddito fino a 25.000 euro annui, l’aumento sarà di circa 96 euro mensili.
  • Per i lavoratori con reddito fino a 35.000 euro annui, l’aumento sarà di circa 99 euro mensili.

È importante tenere presente che questa misura è temporanea e avrà validità fino alla fine del 2023.

La legge di bilancio ha inoltre previsto l’aumento della soglia dei fringe benefit a 3.000 euro per il 2023, ma solamente per i lavoratori dipendenti con figli a carico.

 

Che impatto sta avendo?

Tuttavia, i sindacati si sono mostrati insoddisfatti di questa misura, poiché, sebbene vada nella direzione richiesta, è considerata temporanea e di importo limitato. Inoltre non tiene conto di tutti i professionisti o commercianti che a loro volta hanno un reddito lordo paragonabile.

È importante evidenziare che i tagli al cuneo fiscale si applicano a tutti i rapporti di lavoro dipendente, sia nel settore pubblico che in quello privato, ad eccezione dei rapporti di lavoro domestico.È fondamentale valutare attentamente questi cambiamenti e comprenderne l’impatto sulla propria busta paga. Per ulteriori informazioni e dettagli specifici, è possibile consultare le simulazioni fornite dalle fonti ufficiali.

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